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Il discorso del Presidente Mattarella

NOVEMBRE 2015 VISITA DI STATO IN VIET NAM DEL PRESIDENTE MATTARELLA Il discorso del Presidente

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In ricordo di Ettore Masina

Addio a Masina, già presidente dell'Associazione Italia Vietnam    

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Investire in Viet Nam

E’ in distribuzione la nuova guida economica sul Vietnam, edita nell’agosto 2014.

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ITALIA-VIET NAM. SAPERI, DIPLOMAZIA, COOPERAZIONE.

  UN VOLUME, SIGLATO DA IMPORTANTI AUTORI CHE RIPERCORRE LE TAPPE DI UN RAPPORTO ANTICO E FECONDO.  

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IL DRAGO E LA FATA

IL DRAGO E LA FATA. POLITICHE E POETICHE NEL VIETNAM CONTEMPORANEO   UN NUOVO, APPASSIONANTE LIBRO CHE ESPLORA L’IMPONENETE PANORAMA STORICO E LETTERARIO DEL VIETNAM FRA TRADIZIONE E MODERNITÀ.  

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ITALIA-VIET NAM
LE RELAZIONI ECONOMICO-COMMERCIALI
 
 Guardiamo al Vietnam come a un Paese dalle opportunità di investimento uniche
che, con un ritmo di crescita pari al 6% annuo,
l'apertura all'economia di mercato, le riforme e piani di sviluppo varati,
può svolgere un ruolo di 'ponte'
per la conquista di un mercato di 600 milioni di consumatori, quello del Sud-est asiatico.
Giulio Terzi, Ministro degli Esteri
Il Viet Nam rappresenta, nel pano­rama asiatico, una delle più interes­santi occa­sioni di sviluppo e busi­ness per le aziende del nostro Paese interessate a intraprendere un pro­cesso di internazionalizzazione: fles­sibilità del mercato del lavoro, propen­sione al consumo, disponibilità tecno­logica avanzata, incentivi e agevola­zioni, non sono che alcune delle carat­teristiche che rendono questo mer­cato attraente per gli operatori italiani.
Se alcuni osser­vatori definiscono il Viet Nam quale “futuro punto nevral­gico delle relazioni internazio­nali”, le alte potenzialità del Paese, tuttavia, non sono ancora sufficientemente note agli imprenditori italiani, così come non sono noti  il suo originale percorso econo­mico e le sue dinamiche commerciali, in un contesto di vertiginoso svi­luppo.
Le relazioni economico-commerciali con il Viet Nam, nonostante lo straordinario, recente sviluppo, sono ancora nettamente al di sotto del potenziale offerto da questo Paese, in fortissima espansione. L’interscambio commerciale, triplicato tra il 1999 ed il 2003, ha toccato, nel 2007, un valore record di 1210 milioni di euro, con un incremento del 33% rispetto al 2006, grazie soprattutto alla grande ripresa delle esportazioni italiane (+71%). Tuttavia, nel corso del 2008 si è registrato, anche a causa del generale peggioramento del quadro economico internazionale, un rallentamento nello sviluppo dei rapporti economici bilaterali: i dati ISTAT provvisori relativi al 2008 mostrano una modesta crescita dell’interscambio del 3%; la crescita economica vietnamita, nel 2012, secondo i dati forniti da Asian Development Bank (Abd), raggiungerà il 5,7%, per giungere al 6,2% nel 2013.
Gli investimenti diretti italiani in attività a fine 2010 erano circa una trentina, con impegni complessivi pari a 187 milioni di Usd. La maggior parte delle iniziative si è collocata colloca nel comparto manifatturiero, mentre la presenza italiana nel comparto dei servizi è rimasta limitata – nonostante i segnali di una maggiore attività di imprese e professionisti italiani nei campi della logistica, delle consulenze giuridico-legali, architettoniche e ingegneristiche. Nel 2010 l’Italia si è collocata al 31mo posto della graduatoria degli investitori stranieri per ammontare di licenze concesse. Nel 2011, la Piaggio Viet Nam ha inaugurato un nuovo stabilimento. I gruppi bancari Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno propri uffici di rappresentanza, Generali ha aperto l’iter per l’ottenimento di una licenza per operare nel settore assicurazioni vita. La presenza economico-imprenditoriale italiana in Vietnam resta tendenzialmente sottodimensionata rispetto al potenziale del nostro Paese ed alle opportunità offerte dal Paese.
Il modello di sviluppo del Viet Nam è l’economia di mercato a orientamento socialista e il settore privato svolge un ruolo determinante nell'economia di questo Paese che è oggi ancora sostanzialmente rurale. La percentuale degli abitanti delle aree urbane si attesta infatti attorno al 30% - anche se tale cifra, probabilmente sottostimata, è destinata ad aumentare rapidamente. Nel 2009 agricoltura, attività forestali e pesca hanno contribuito al 20,6% del prodotto interno lordo (Pil) a prezzi costanti. Industria e servizi (costruzioni incluse), hanno contribuito rispettivamente per il 40,2% e il 39,1%. Grazie anche alle politiche di riforma avviate nel 1986 con il Doi Moi (il rinnovamento vietnamita), il Viet Nam ha beneficiato costantemente di elevati tassi di crescita economica, solo parzialmente rallentati dagli effetti della crisi asiatica nel 1998 e 1999 e dalla crisi globale del 2008-2009. Un decisivo impulso all’accelerazione delle riforme e all’apertura dell’economia è derivato dal processo di accessione all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO). L’ingresso nel WTO (2007), ha contribuito a confermare l’immagine del Viet Nam come meta attraente per gli investimenti esteri.
Il quadro macroeconomico appare ampiamente positivo, anche grazie al contenuto impatto che la recessione mondiale ha avuto sul Paese che, nel 2009, ha mostrato un tasso di crescita del Pil pari al 5,3%  e superiore a quello degli altri Paesi dell’Association of South East Asian Nations (Asean) e del 6,5% nei primi 9 mesi del 2010. Il Fondo monetario internazionale (FMI), apprezza l'approccio e le procedure attuate dalle Autorità' economiche locali dal 2011, volte a ‘raffreddare’ l'economia -  passaggio necessario per controllare i segnali di instabilità macroeconomica. Mantenere la credibilità è preoccupazione costante del governo specialmente  nel momento in cui l'inflazione mostra segni di rallentamento e il cambio del dong sta raggiungendo una maggiore stabilità.
Il Governo vietnamita sta adottando misure volte a razionalizzare gli investimenti pubblici e a coinvolgere l'imprenditoria privata, in particolare estera, nella realizzazione delle grandi opere infrastrutturali di cui il Paese ha urgente necessità. Una rete di infrastrutture - strade, porti, aeroporti e ferrovie -, che sia in grado di sostenere e rafforzare la crescita dei flussi commerciali e turistici, di assicurare alle imprese, alle città ed alle campagne una stabile fornitura di energia in grado di rapportarsi al crescente consumo e adeguate misure volte a salvaguardare l'ambiente, sono avvertite come necessità primarie.
Nei primi sei mesi del 2011, secondo dati ufficiali, si contavano 522.237 imprese attive registrate. Le registrazioni di imprese private, aumentate in modo sempre più rapido fino al 2010 (da 205.689 nel 2008, fino a 544.394 del 2010). La Borsa, istituita nel luglio del 2000, è in rapida espansione, ma ancora non centrale nell'economia vietnamita. Le imprese quotate sono passate da 50 a fine 2005 a 562 a marzo 2011, con una capitalizzazione di mercato, a tale data, di circa 37,8 miliardi di Usd. Il Fondo monetario internazionale ha riconosciuto che il governo, mettendo in atto misure attive di stimolo dell'economia, ha saputo superare con successo la crisi globale.
Nel lungo periodo l'obiettivo, sancito dal Congresso del Partito comunista, rimane il raggiungimento dello status di Paese industrializzato entro il 2020.
Se oggi il Paese, ai vertici di crescita tra i paesi in via di sviluppo, può vantare una società flessibile, dinamica e prospera, nulla deve, per questo alla concezione assai diffusa in Occidente, di “miracolo economico”, poiché  l’interpretazione miracolistica di fenomeni economici non appartiene alla ricerca statistica. Il percorso vietnamita non ha nulla di miracolistico, né si è trattato di un traguardo legato alla casualità. Al contrario, l’ottenuto successo si deve a specifiche norme applicate con rigore e determinazione, in un processo solo parzialmente simile a quello della Cina e delle altre “Tigri Asiatiche”. Se la Cina ha sino ad oggi goduto presso gli investitori stranieri di un’immagine di forte attrattiva, i suoi recenti aumenti dei salari e la dismissione di lavorazioni tradizionali, stanno facendo emergere il Viet Nam come assai più vantaggioso. Le nuove sfide del Viet Nam, tuttavia sono onerose e, in campo interno, si giocano, in primo luogo sulla riforma del sistema di istruzione: il Viet Nam benché altamente alfabetizzato, deve ora puntare sul miglioramento delle competenze professionali.
Mostrandosi, per tradizione, aperto ai mutamenti, il Viet Nam pacificato che già ha superato sfide difficili, dovrà assumere la volontà politica di un ulteriore passo sulla via del cambiamento per mostrarsi all’altezza delle aspettative che ha generato.

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